COSA CI SI ASPETTA DA POWELL
Il 99% degli operatori del CME si aspetta un nulla di fatto in merito ai tassi, ossia tassi stabili nella forchetta 5,25-5,5%, quindi tassi invariati. Il focus principale si concentra su cosa dirá Powell nella conferenza stampa in merito all'andamento dell'economia americana e ai possibili futuri scenari favorevoli per un taglio dei tassi. Al momento gli Usa presentano una situazione economica tutt'altro che favorevole ad un taglio dei tassi, almeno stando ai numeri ufficiali rilasciati dal BLS e che risultano essere disputa di controversie soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro. L'inflazione Usa é stabile a ridosso del 3%, livello superiore ai target di inflazione previsti dalla Fed, livello che deve scendere in modo consistente se si vuole vedere un taglio dei tassi almeno per l'estate. Sull'inflazione americana possiamo affermare che non ci siamo discostati molto dai livelli visti tra agosto e settembre 2023, periodo in cui l'inflazione gravitava attorno al 3,7%. Ad oggi il calo dell'inflazione non é stato poi cosí consistente.
Il Pil Usa ancora molto forte con l'ultimo dato che si attesta al 3,2%, un Pil in netta controtendenza rispetto a quanto vediamo nel resto del mondo. Inoltre il dato precedente, quello relativo al Q3 2023 era pari al 4,9%, un numero tanto positivo da sembrare assurdo. In sostanza, secondo questi dati, l'economia Usa risulta essere fortissima e lo spazio per una riduzione dei tassi sembra non esserci. Il problema dell'economia Usa vi é nella rilevazione dei dati sul mercato del lavoro, una risultante delle due forze macroeconomiche che sono proprio i tassi e l'inflazione. Secondo i dati del BLS il mercato del lavoro é in salute, con un 3,9% di tasso di disoccupazione che sembra non preoccupare piú di tanto. Ció che preoccupa sono i numeri relativi alle rivisitazioni dei dati relativi alle buste paga del settore non agricolo (Non Farm Payrolls) e alcuni report privati sulla situazione del lavoro in Usa. Si tirano in ballo quindi le revisioni dei dati, revisioni che hanno visto una sottrazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro (circa 500.000), e i report di Challenger and Gray che vedono un gennaio e un febbraio tra i peggiori degli ultimi anni in merito a tagli di posti di lavoro e ai piani di assunzione. Gli interrogativi rimangono molti su questo fattore, vediamo se Powell continuerá a ritenere il mercato del lavoro "resiliente" cosí come ha affermato nelle ultime conferenze stampa.
FOREX E AZIONARIO IN ATTESA
Sul Forex da segnalare la forte dinamica rialzista su UsdJpy, vero e proprio protagonista degli ultimi due giorni di negoziazione. Siamo di nuovo a ridosso di livelli che dovrebbero preoccupare la Bank of Japan in quanto siamo sui massimi da circa 20 anni sul cambio, una situazione giá vista a fine 2022 e che ha costretto la BoJ all'intervento diretto sul mercato valutario. EurUsd e GbpUsd rimangono in sala d'attesa della Fed, si rimane sui livelli di congestione visti nelle ultime sedute e nulla sembra muoversi in maniera del tutto direzionale su questi cambi che non attendono altro che una dose di volatilitá proveniente dal dollaro.
Azionario sui massimi, una situazione poco rassicurante a ridosso di un meeting importante come quello della Fed, pertanto un'analisi lucida su possibili movimenti di breve potrá esserci solo ed esclusivamente dopo la riunione di stasera, momento in cui i mercati inizieranno a digerire le nuove linee guida della banca centrale americana che si trova al momento di fronte al silente nemico proveniente dal mercato del lavoro domestico. L'invito alla prudenza é massimo.
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