INFLAZIONE IN CALO. EUROPA IN RALLENTAMENTO?
Domani uscirá il dato sull'inflazione in Europa, un dato previsto dal 2,2% al 2%, un target raggiunto almeno secondo le stime ma, stando ai recenti dati sulle singole inflazioni europee, molto probabilmente potrebbe uscire un dato al di sotto delle aspettative, quindi inferiore a quel 2% che rappresenta il target ideale per le Bce. Facciamo un breve recap della situazione delle inflazioni dei paesi piú importanti: Germania 1,6%, Francia 1,2%, Spagna 1,5%, Italia 0,7%. Tutti dati al di sotto delle aspettative che vanno a confermare una tendenza ribassista di fondo che é del tutto normale ma che potrebbe essere pericolosa qualora venisse confermata anche nei prossimi dati in uscita. Il problema di fondo é di fatto la reazione che ha l'economia rispetto alla politica monetaria della Bce la quale risulta, a grafici fatti, essere stata parecchio aggressiva nei confronti di un'inflazione che a quanto pare poteva scendere tranquillamente per via del calo della domanda interna all'Europa. Aspettiamo quindi domani onde evitare conclusioni affrettate anche se, dal 2001 ad oggi, la Bce ha continuato ad alzare i tassi quando l'inflazione aveva giá raggiunto un suo picco. In ogni caso, qualora si dovesse confermare una tendenza ribassista per l'inflazione europea, vorrá dire che ci dovremmo aspettare delle ripercussioni anche importanti per quanto riguarda il futuro tasso di disoccupazione in Europa.
STELLANTIS CROLLA. PROBLEMI IN NORD AMERICA. TROPPE AUTO INVENDUTE
Il quadro macroeconomico si riflette anche sul mercato auto, questa volta potremmo dire su scala globale. Non solo i problemi per Volkswagen, ora abbiamo anche il gruppo Stellantis che ritiene avere problemi anche in Nord America con cali di performance dovute ad auto invendute e a causa dell'avanzamento della concorrenza cinese, altra economia momentaneamente in difficoltá. Si vendono poche auto, questo si rispecchia nella guidance dove il risultato operativo oscilla tra il 5,5% e il 7% contro la stima a doppia cifra inizialmente messa in preventivo, riduzione drastica dovuta proprio al Nord America. Vendite inferiori alle attese a livello globale e flusso di cassa previsto in negativo tra -5 e -10 miliardi. Su questo aspetto del settore automotive dobbiamo riflettere in quanto negli ultimi anni questo settore, a livello globale, ha visto molti finanziamenti aperti per l'acquisto dell'automobile. Ció significa che meno automobili vendute, aprono la finestra di riflessione su minori finanziamenti aperti, finanziamenti che vanno ad alimentare una spesa che risulta particolarmente importante per il consumatore medio che vede l'automobile come la spesa piú importante dopo l'acquisto di un immobile. Attenzione a questo settore che potrebbe essere il faro di un rallentamento economico globale che giá era nell'aria e che potrebbe di fatto confermare la situazione macro precaria di cui parliamo oramai da qualche mese. Il titolo perde ora il -14% e si porta in area 12,45 euro per azione, un -50% dai massimi di inizio anno, un vero e proprio crollo verticale.
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